Tag Archives: negro

19jun/15
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Norton Elegido Lote Negro Nº1 2007

Este vinho faz parte de uma série especial da vinícola argentina Norton, comercializada apenas na própria bodega. Foi elaborada pelo talentoso enólogo Jorge Riccitelli e é composta por três cortes da uva Malbec.
O Lote Negro Nº 1 é o top da linha. Logo em seguida vêm o Azul e o Vermelho, os quais também já pude degustar. Sem dúvida, o mais interessante é mesmo o Lote Nego, sobre o qual eu falo mais um pouco a seguir:
Tipo: Tinto.
Produtor: Norton.
Origem: Mendoza, Argentina.
Visual: Cor violeta de média profundidade.
Olfato: Frutas maduras, café, especiarias e tostado.
Paladar: Maduro, com médio corpo e taninos marcantes. Final de durabilidade média e bem picante.
Outras considerações: Elaborado com as variedades Petit Verdot e Malbec, este é um vinho que ainda tem a evoluir com a guarda. Sua graduação alcoólica é de 14,5%. Um bom par para carnes vermelhas. O produtor não informa sobre o seu estágio em madeira nem sobre a porcentagem do corte, apenas indica que as uvas são procedentes das melhores parcelas de seus vinhedos.
Classificação: Muito Bom.
Média de preço: 100 pesos argentinos.

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Norton Elegido Lote Negro Nº1 2007

07abr/15
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El Sábado 25 de abril nos vamos a Finca Río Negro y los pueblos negros de Guadalajara.

Precio 64 euros. (Comida, 20 euros adicionales)(opcional) Horario Salida 9,15 h (Plaza del Conde de Casal, delante del Hotel Claridge). Para reservar (25 € a cuenta del resto, hacerlo por Ticketea, por Paypal o por transferencia, para descuentos para grupos o para miembros del Club Winebus poner un email a igsegma@gmail.com o llamar al telef 630 099 630.  Reserva […]

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El Sábado 25 de abril nos vamos a Finca Río Negro y los pueblos negros de Guadalajara.

21mar/15
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Martedì 24 marzo Trio d’eau ospite ai Microfoni di Idea Radio

Martedì 24 marzo Trio d'eau ospite ai Microfoni di Idea RadioMartedì 24 marzo nel corso della trasmissione ‘Live’ condotta da Jossie Donatiello e in onda dalle 17.00 alle 19.00 sarà ospite il gruppo Trio d’eau con l’ultimo lavoro Carillon d’amour.

Percorrendo un viaggio autarchico e senza schemi il Trio d’eau pubblica il secondo album con dieci tracce inedite. Carillon d’amour un disco dal forte impatto emotivo e d’altri tempi, che con poesia e saggezza si dirama tra temi quali l’amore e il tempo. una sfida dei tempi, quelli di un mondo difficile e tormentato che questo lavoro prova a ingentilire e a raccontare con atmosfere da favola parigina, vecchi teatri e giostrine e un pubblico sempre presente, con suoni essenziali e strumenti classici che si fondono a cajon, sintetizzatori e glockenspiel.
I brani d’apertura, Tirare a sorte e Funambolo marchiano il disco: difficile da classificare in un genere specifico, un ondeggiare tra una sorta di moderno walzer, musica classica e jazz, folk e musica balcanica. Carillon d’amour, il brano che d il titolo al disco, incanto messo in musica, un visione onirica, una fiaba, una giostra romantica che accende passioni, dove il ritmo incalza avvolto da un sapore dolce. Ma anche illusione, desiderio e nostalgia. Un sogno d’amore racchiuso nel frame di un momento che incarna il ricordo perfetto, dal gusto malinconico e vagamente amaro, che nasce dalla consapevolezza che il passato non pu ritornare intatto e dall'attesa illusoria del ritorno-risveglio e la convinzione che nulla, prima d'allora, potr essere comparabile. Ma anche brani come N’ valtza la pena e Anima in volo sono straordinariamente belli ed esaltano inoltre tutto lo splendore della voce di Valentina Negro. In chiusura Il giorno del mio funerale, una deliziosa marcia funebre che si tramuta in una sorta di festa balcanica e Le grand numer, un sipario circense che si chiude.
Il Trio d’eau composto da quattro elementi: il pianoforte e il synth di Salvatore D’Alba, il basso acustico di Giuseppe Spedicato, il cajon di Ovidio Venturoso e la voce di Valentina Negro.
L’intervista potr essere seguita anche in streaming sul sito www.idearadionelmondo.it.

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Web: www.viniesapori.net

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Martedì 24 marzo Trio d’eau ospite ai Microfoni di Idea Radio

06jun/14
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L’astigiano Andrea Faccio riconfermato presidente della sezione vitivinicola regionale

L'astigiano Andrea Faccio riconfermato presidente della sezione vitivinicola regionale«Ora si lavori per garantire la continuità della filiera». Le priorità: controlli sugli scaffali e meno burocrazia. Il nodo della promozione.

Andrea Faccio, 42 anni, imprenditore vinicolo con cantina e vigneti tra Canelli e Agliano Terme, vicepresidente di Confagricoltura Asti, è stato riconfermato presidente della sezione vitivinicola regionale di Confagricoltura Piemonte. Vicepresidenti sono stati eletti l’alessandrino Maurizio Montobbio e il cuneese Renato Negro.
«Ora bisogna mettersi al lavoro per garantire continuità alla filiera vitivinicola» è stata la prima dichiarazione del neo presidente, che ha analizzato lo stato dell’arte della produzione vinicola piemontese. «I vini del Piemonte hanno successo soprattutto all’estero – ha detto Faccio -. Oggi sembra scontato dirlo, tuttavia l’export ha salvato le nostre aziende perché il mercato italiano resta, per molti versi, depresso. La frontiera futura restano i mercati stranieri».
Per quanto riguarda il rapporto tra imprese vitivinicole e le istituzioni pubbliche Faccio punta l’indice sulla burocrazia inutile che rallenta l’attività delle aziende. «La situazione è davvero grave – afferma -. Stiamo morendo di carta. L’appello che lancio alle istituzioni e anche alla nuova Giunta regionale che si formerà in questi giorni, è di semplificare il più possibile per agevolare chi fa reddito e crea occupazione».
Quanto ai controlli il pensiero del presidente degli imprenditori vitivinicoli di Confagricoltura Piemonte è chiaro: «Ci vogliono, certo, ma quello che è sbagliato è farli in cantina. I controlli più efficaci contro frodi e furbetti si fanno sugli scaffali, come recenti fatti di cronaca hanno dimostrato».
Infine un accenno alla promozione vinicola. Faccio pensa e propone un intervento più diretto e autorevole della Regione Piemonte. «A mio modo di vedere – sostiene –  la Regione dovrebbe entrare nel cda di quegli enti e di quei superconsorzi che si occupano di promozione e che, però, rischiano di diventare appannaggio solo di una parte della produzione vitivinicola piemontese. Insomma la Regione Piemonte sia istituzione super partes per garantire che i fondi di tutti siano spesi per la promozione di tutti i vini piemontesi».

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17nov/08
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ETIMOLOGÍA


La etimología de este mar procede del latín Mar Medi Terraneum, cuyo significado es “mar en medio de las tierras”. La mayoría de los habitantes de sus costas han usado desde siempre la denominación latina o algún derivado de ella.

En griego se llama Mesogeios Thalassa, con el mismo significado que el del nombre latino, en árabe se llama Al-Bahr al-Mutawāsit  que significa “el mar intermedio”, y en turco le denominan Ak Deniz, que significa “el mar blanco”, por oposición al mar Negro.  Para los egipcios era “el Gran Verde”.

El mediterráneo cambia de género de un litoral a otro: es masculino en italiano, femenino en francés, (¿Cómo no?) neutro en latín o en las numerosas lenguas eslavas, masculino o femenino en español y en griego; posee dos nombres masculinos en árabe, pero en definitiva es el Mare Nóstrum, como lo denominaban en la antigua Roma, única civilización que logró conquistar todos los países ribereños del mediterráneo, y exportar su cultura vinícola a todo el mundo conocido.

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ETIMOLOGÍA